Residenziale Italia, continua a crescere il volume delle compravendite

Residenziale Italia, continua a crescere il volume delle compravendite
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Nel suo ultimo aggiornamento statistico, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha confermato la tendenza positiva delle compravendite residenziali, sottolineando come nel corso del quarto trimestre 2020 i volumi di compravendita siano cresciuti dell’8,8% in termini di variazione tendenziale, pari a circa 15 mila abitazioni in più rispetto al quarto trimestre 2019.

Un andamento più uniforme in tutta Italia

Si noti altresì come, rispetto al trimestre precedente, l’andamento positivo sembra essere molto più omogeneo rispetto al passato, visto e considerato che nel trimestre in esame si registrano variazioni positive sia per quanto concerne i capoluoghi (+ 2,9%) sia per quanto attiene i comuni minori (+ 11,8%). L’unico passo indietro, pur evidentemente molto marginale è quello dei capoluoghi del Sud (- 0,1%). Il segmento in cui si realizzano le prestazioni migliori è quello dei capoluoghi dei comuni minori del Centro (+16,8%), che grazie anche alla buona prestazione dei comuni capoluoghi della stessa macroarea (+ 6,9%) permettono a questa zona d’Italia di chiudere il periodo con volumi in crescita del 12,3%.

Per quanto attiene poi le altre zone, nelle Isole sia i capoluoghi che i comuni minori hanno mostrato un aumento piuttosto simile degli scambi, con una crescita rispettivamente pari a + 5,9% e 8%. Nelle altre aree la distanza dei tassi tendenziali tra comuni capoluoghi e comuni minori rimane più elevata.

Le opinioni degli agenti immobiliari

Come suo solito, il report OMI integra al proprio interno anche i dati forniti dal Sondaggio congiunturale del mercato delle abitazioni in Italia, realizzato in collaborazione con Banca d’Italia e Tecnoborsa.

Numerosi sono gli spunti di interesse di tale aggiornamento. In particolare, le quote di compravendite che sono state finanziate con un mutuo è tornato ai livelli di quasi due anni fa, pari al 73,8%, con un loan-to-value piuttosto elevato, pari al 76,7%.

Il divario tra i prezzi richiesti e quelli domandati si conferma piuttosto rilevante e, come tale, contribuisce a rappresentare la principale causa di cessazione dell’incarico alle agenzie immobiliari, perché le proposte di acquisto vengono ritenute troppo basse dai venditori (54,3% degli agenti lo sostiene), o perché i compratori giudicano troppo elevati i prezzi offerti (50,5%).

Peraltro, l’ampiezza del gap tra i prezzi contribuisce altresì ad allungare i tempi di vendita, che nel quarto trimestre hanno comunque contenuto la pressione in 7,5 mesi.

Rileviamo poi come le attese delle agenzie immobiliari riguardo al proprio mercato di riferimento siano migliorate rispetto al passato, anche se continua a prevalere il pessimismo: il 26,3% degli operatori ha aspettative sfavorevoli per il primo trimestre, contro il 9,4% di coloro che invece ritiene ragionevole nutrire attese favorevoli.

Infine, rileviamo come circa il 60% delle agenzie immobiliari intervistate abbia segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita nel quarto trimestre 2020, rispetto a quanto era stato rilevato nel corso del trimestre precedente. La quota di operatori che tuttavia continua a ravvisare una flessione delle quotazioni rimane notevole, pari al 33,7%, in calo rispetto al 35,5% dell’indagine precedente.

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