Acquistare un immobile di provenienza donativa: quali tutele?

Acquistare un immobile di provenienza donativa quali tutele
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Acquistare un immobile proveniente da donazione può esporre il compratore a una serie di complicazioni che potrebbero nuocere alla serenità che dovrebbe invece contraddistinguere la transazione immobiliare.

Ma quali sono questi rischi? E cosa bisognerebbe sapere prima di comprare un immobile di provenienza donativa?

Cerchiamo di riepilogare, in breve, tutto quello che dovresti conoscere!

I rischi nel vendere un’abitazione proveniente da donazione

Cominciamo sintetizzando quali siano le motivazioni scaturenti i problemi della vendita di un’abitazione che proviene da donazione. Come forse sai già, la causa scatenante è rappresentata dalla presenza degli eredi legittimari del de cuius, ovvero di quei soggetti a cui la legge riconosce una situazione di maggiore tutela in relazione alla successione, prevedendo che ad essi vadano delle quote di patrimonio indisponibile.

I legittimari (principalmente, il coniuge e i figli del defunto) possono infatti vantare dei diritti successori sul patrimonio del defunto particolarmente forti, previsti dall’art. 556 c.c.. Il quale, ben inteso, nel calcolare la base patrimoniale su cui conteggiare le quote dei legittimari, valuta anche quanto il defunto abbia disposto in vita per donazione.

Insomma, il patrimonio del defunto ai fini successori non tiene in considerazione solamente ciò che risultava di proprietà del de cuius al momento del decesso, quanto anche ciò che abbia trasferito ai donatari.

L’azione di riduzione e di restituzione

Ora, immaginiamo che i legittimari ritengano che la loro quota di legittima sia stata lesa dalle donazioni. In questo caso, possono ben avviare delle azioni di riduzione, in subordine delle azioni di restituzione, finalizzate a ristabilire le proprie posizioni. Esperite le prime, dunque, i legittimari potranno puntare a escutere i beni del donatario, se non vi è concreta possibilità di domandare la restituzione di quanto oggetto di donazione. E se anche l’escussione dei beni del donatario dovesse risultare infruttuosa, allora i legittimari potranno procedere contro i successivi acquirenti per ottenere la restituzione di quanto donato.

Come tutelarsi in caso di acquisto di immobile di provenienza donativa

Diversi sono i modi utili per tutelarsi in caso di acquisto di immobile di provenienza donativa. Innanzitutto, si può… attendere, con molta pazienza: il legislatore ha stabilito un termine di prescrizione di venti anni per l’azione di restituzione contro i terzi aventi causa, che partono dalla data di trascrizione della donazione. È anche vero che si tratta della strada meno utile: oltre a dover attendere due decenni, occorre rammentare come i legittimari possano pur sempre trascrivere un atto di opposizione alla donazione, interrompendo il termine prescrizionale.

Si può dunque valutare la possibilità – una volta apertasi la successione del donante – di richiedere e ottenere dai legittimari la rinuncia all’azione di riduzione o all’azione di restituzione. Oppure, soprattutto nel caso frequente in cui tale strada non sia percorribile, stipulare delle polizze assicurative con lo scopo di tutelare l’acquirente e i successivi compratori in caso di circolazione di immobili di provenienza donativa.

Per saperne di più, invitiamo tutti i nostri lettori a contattare la nostra agenzia e scoprire in che modo tutelare al meglio i propri interessi.

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